L'arrivo al Santuario è una liberazione, lo sforzo è davvero notevole. A confortare i nostri corpi stanchi ci sono le bancarelle dei "paninari". Mentre Anna sceglie un maxi gelato, le origini contadine di Nicola spingono l'occhio su un sontuoso panino "sasiccia e friarielli", che la banconista prepara al momento, riscuotendo ben 4 euro. Ladri! Mah, non pensiamoci più. Al Santuario, comunque, non morirete mai di fame. Le bancarelle abbondano di tutto. Nonostante siamo in territorio irpino, l'accento che si sente di più è il napoletano. Il Santuario è una meta molto amata dai partenopei, che qui rinfrancano anima e corpo (e stomaco).
Ridiscendiamo la montagna, riapprezzando il paesaggio che muta ad ogni tornante. All'altezza di Ospedaletto (nei pressi della pompa di benzina), svoltiamo a sx tagliando in direzione Benevento. Sbuchiamo infatti sulla statale, la vecchia strada che collegava i capoluoghi irpinosanniti. Dal bivio a Benevento ci sono 34 km da coprire, di cui metà in discesa, il resto è la lunga pianura che dal bivio dello "Stretto di Barba" (il mitico luogo di raduno delle "streghe") arriva fino a Benevento. E' nota come la "via della Motta", dal nome di una contrada. Qui i ciclisti della zona vengono a "fare la gamba". Arrivati a Benevento ci ristoriamo alla fontanella della Villa Comunale. Da Benevento c'è l'ultima fatica da affrontare, risalire a San Giorgio. Prendiamo la via Appia, dove si trova subito la salita del "Ponte delle Tavole". La strada rispiana e poi risale. Si arriva a San Giorgio chiudendo un cerchio di 110 km.
Ridiscendiamo la montagna, riapprezzando il paesaggio che muta ad ogni tornante. All'altezza di Ospedaletto (nei pressi della pompa di benzina), svoltiamo a sx tagliando in direzione Benevento. Sbuchiamo infatti sulla statale, la vecchia strada che collegava i capoluoghi irpinosanniti. Dal bivio a Benevento ci sono 34 km da coprire, di cui metà in discesa, il resto è la lunga pianura che dal bivio dello "Stretto di Barba" (il mitico luogo di raduno delle "streghe") arriva fino a Benevento. E' nota come la "via della Motta", dal nome di una contrada. Qui i ciclisti della zona vengono a "fare la gamba". Arrivati a Benevento ci ristoriamo alla fontanella della Villa Comunale. Da Benevento c'è l'ultima fatica da affrontare, risalire a San Giorgio. Prendiamo la via Appia, dove si trova subito la salita del "Ponte delle Tavole". La strada rispiana e poi risale. Si arriva a San Giorgio chiudendo un cerchio di 110 km.
Totale km percosi: 110. Difficoltà: alta.