S.Giorgio - Santuario di Montevergine A/R

Ancora una volta San Giorgio del Sannio caput mundi. Un altro percorso a circuito, con partenza ed arrivo nella nostra cittadina. Destinazione: lo straordinario Santuario di Montevergine, a circa 1300 metri slm. Partenza in direzione di San Nazzaro, da scalare e superare in agilità fino a raggiungere la frazione Sant'Egidio di Montefusco. Da qui in pianura e saliscendi fino a Montemiletto. A dx della villa comunale c'è una strada ripida che scende a picco fino alla statale che va verso Avellino. Dopo pianura e discesa si arriva alla zona industriale di Avellino, da dove conviene uscire per evitare la pericolosissima tangenziale. In poco tempo si raggiunge il centro città, che bisogna superare andando in direzione Mercogliano. Il Santuario si vede perfettamente e basterebbe averlo sempre di fronte per non sbagliare strada. Si arriva a Mercogliano, dove comincia la lunga salita. Fino ad Ospedaletto d'Alpinolo la strada è abbastanza ripida e mette subito a dura prova. Ad Ospedaletto si fa una piccola deviazione verso Summonte, per arrivare ad una magnifica fontana detta "del Tritone", dove sgorga acqua fresca ed abbondante. Ben riforniti d'acqua si torna sulla strada che sale a Montevergine, inerpicandosi con infiniti tornanti. Ad ogni curva il paesaggio sotto si allunga, si amplia e lo sguardo spazia sempre più lontano. Putroppo lo sforzo della salita non aiuta molto ad apprezzare le bellezze dell'appennino... ci si rifà in discesa. La salita è davvero lunga ed il cicloamatore si consola solo al pensiero che su quella strada sono passati tra i migliori campioni del ciclismo. Lo testimoniano le scritte dell'ultima tappa del Giro d'Italia, tra cui un commevente: "Pantani sempre".
L'arrivo al Santuario è una liberazione, lo sforzo è davvero notevole. A confortare i nostri corpi stanchi ci sono le bancarelle dei "paninari". Mentre Anna sceglie un maxi gelato, le origini contadine di Nicola spingono l'occhio su un sontuoso panino "sasiccia e friarielli", che la banconista prepara al momento, riscuotendo ben 4 euro. Ladri! Mah, non pensiamoci più. Al Santuario, comunque, non morirete mai di fame. Le bancarelle abbondano di tutto. Nonostante siamo in territorio irpino, l'accento che si sente di più è il napoletano. Il Santuario è una meta molto amata dai partenopei, che qui rinfrancano anima e corpo (e stomaco).
Ridiscendiamo la montagna, riapprezzando il paesaggio che muta ad ogni tornante. All'altezza di Ospedaletto (nei pressi della pompa di benzina), svoltiamo a sx tagliando in direzione Benevento. Sbuchiamo infatti sulla statale, la vecchia strada che collegava i capoluoghi irpinosanniti. Dal bivio a Benevento ci sono 34 km da coprire, di cui metà in discesa, il resto è la lunga pianura che dal bivio dello "Stretto di Barba" (il mitico luogo di raduno delle "streghe") arriva fino a Benevento. E' nota come la "via della Motta", dal nome di una contrada. Qui i ciclisti della zona vengono a "fare la gamba". Arrivati a Benevento ci ristoriamo alla fontanella della Villa Comunale. Da Benevento c'è l'ultima fatica da affrontare, risalire a San Giorgio. Prendiamo la via Appia, dove si trova subito la salita del "Ponte delle Tavole". La strada rispiana e poi risale. Si arriva a San Giorgio chiudendo un cerchio di 110 km.

Totale km percosi: 110. Difficoltà: alta.